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Sul retro le personalizzazioni bianche sono sottolineate da una striscia arcuata verde che dona un po’ di colore, I pantaloncini sono verdi il bordo inferiore nero, Curati infine i calzettoni neri che riprendono le pinstripes presenti sulla maglia e terminano con le strisce adidas in bianco nel risvolto, Nonostante il momento negativo che sta attraversando la Roma, la squadra giallorossa non può che essere favorita nella doppia sfida contro il Feyenoord, Gli olandesi dal canto loro vantano un glorioso precedente contro una formazione italiana, si tratta della semifinale di Coppa Uefa 2001-02 disputata contro l’Inter che arrise ai biancorossi dopo lo 0-1 di Milano e nike air max 97 uomo il 2-2 casalingo..

Questa vittoria permise al Feyenoord di disputare la finale contro il Borussia Dortmund, che superò in semifinale il Milan, e di laurearsi campione grazie al 3-2 sui tedeschi firmato da Van Hooijdonk (2) e da Tomasson, futuro attaccante del Milan, La casacca utilizzata allora era prodotta da Kappa e consisteva in una semplice divisa a quarti, La contrapposizione tra rosso nike air max 97 uomo e bianco era accentuata dal colletto a polo, anch’esso come le maniche partito in maniera contrapposta rispetto alla divisione applicata sul busto..

Ci aveva onestamente insospettito subito David Luiz, tutti i suoi compagni più illustri, cardini della comunicazione Nike e quindi sempre molto allineati alle nuove uscite dei prodotti, indossavano la colorazione highlight di Nike, Il centrale ricciolo brasiliano invece, è sceso in campo con le Magista Obra White Pack e la cosa era piuttosto evidente, avendo a fianco Thiago Silva con il medesimo scarpino però verde highlight, Direte “si va bene ci sta”, “siete un po’ esagerati”, “qual è il problema?”, A noi piace andare in nike air max 97 uomo fondo alle cose, un po’ da veri malati di questo pianeta che riguarda i prodotti per il calcio, Infatti guardate voi stessi l’immagine che vi proponiamo sotto ed iniziate a farvi un idea di cosa avesse ai piedi il buon David Luiz..

Sinceramente abbiamo esclamato subito “ma che cavolo di roba è?!?!”. In effetti è strano vedere una modifica così marcata, soprattutto esternamente e soprattutto effettuata su un solo scarpino, il destro. A questo punto ci vengono in mente due cose: la prima, logica, che avesse un qualche tipo di problema fisico al piede destro, internamente ed avesse voluto ripararsi con uno strato maggiore, più spesso, proprio nella parte interna della tomaia. La seconda opzione, molto più affascinante, è che David Luiz sia così “malato” da volere uno scarpino con una tomaia ancora più spessa nella parte interna per il suo modo di calciare il pallone, che sollecita di continuo questa zona.

Effettivamente se pensiamo al suo modo di calciare le punizioni (vedi goal ai Mondiali contro la Colombia nei quarti), il centralone brasiliano impatta il pallone spesso e volentieri in quella parte del piede, Ah, c’è anche l’opzione che nike air max 97 uomo fossero semplicemente rotte e rattoppate, ma voi ci credete?.

Nella storia del calcio ci sono stati tanti giocatori che hanno indossato la maglia numero 10, ma probabilmente solo alcuni sono riusciti ad interpretarla nella maniera che ci si aspetta, facendo sognare tutti, tifosi ed avversari. Uno di questi è il sig. Roberto Baggio. Nato a Caldogno il 18 febbraio 1967, Robi inizia proprio nella squadra del suo paese fino all’approdo al Vicenza che gli permette di esordire in prima squadra. Realizza 13 reti in 36 partite prima di trasferirsi alla Fiorentina dove si consacrerà definitivamente al panorama italiano. Durante le sue prime due esperienze, Roberto (che ancora non ha acquisito nessuno dei suoi soprannomi che lo renderanno celebre al Mondo) indossa le adidas Copa Mundial (o World Cup) utilizzatissime in quel periodo, non è un caso che il Vicenza avesse divise adidas. Successivamente, già alla Fiorentina, arriva la casa che lo accompagnerà per tutta la sua carriera: Diadora.

Torniamo a Firenze, Si perchè nike air max 97 uomo l’esplosione di Robi Baggio lo porta sotto i riflettori e, come accade oggi con grande frequenza, un brand leader del momento si accaparra la sua immagine in campo, è appunto Diadora, sponsor della nazionale italiana dove Roberto diventa subito stella, Da quel momento in poi resterà fedele all’azienda italiana per tutta la sua carriera, con un’unica eccezione di cui parleremo più avanti, È questo il momento della completa consacrazione: Baggio approda dalla Fiorentina agli acerrimi rivali della Juventus (uno dei trasferimenti più discussi di sempre nel calcio italiano) e diventa “Raffaello”, soprannome regalato da Agnelli per la sua capacità di fare arte in campo, Sarà poi maestro di un altro vero artista juventino, Alessandro Del Piero, non a caso Pinturicchio, Nel 1993 arriva il pallone d’oro, premio quanto mai meritato per un giocatore che disegnava poesia in campo, Il Mondiale 1994 sembra un destino già scritto, Roberto è protagonista assoluto e trascina l’Italia di Sacchi in finale, ma non c’è il lieto fine, il sogno si infrange in quei fatali rigori in finale contro il Brasile..

In questo momento la carriera del “Divin Codino” cambia, la sensazione è che la sua classe, pur rimanendo intatta, non sia più così decisiva, In un calcio che sta diventando sempre più fisico, le sue ginocchia scricchiolano, Dopo la Juve c’è il Milan, arriva lo scudetto certo, ma Robi non è protagonista come in passato, La parabola discendente (apparentemente) lo porta a Bologna e qui avviene la rinascita: 22 reti in 30 incontri, una media altissima anche per lui, Moratti decide di portarlo all’ Inter per ottenere quei successi che mancano da anni, il tridente con Ronaldo e Vieri fa pensare nike air max 97 uomo in grande; Baggio gioca a fasi alterne, memorabile il 3-1 in casa con il Real Madrid in Champions League dove è assoluto protagonista, la stagione è al di sotto delle aspettative, ma Robi riesce a realizzare, nello spareggio decisivo contro il Parma (con in porta un certo Buffon…) una delle punizioni più belle di sempre, regalando all’Inter la qualificazione Champions..



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