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Chelsea Nella follia anni ’90 il doppio diamante propone anche questa divisa da trasferta per il Chelsea tra il 1994 ed il 1996, che combina in un modo decisamente ardito (per non dire altro) grigio, arancione e blu, Anche nella sua trasposizione alle tre strisce la maglia rimane un pugno jw anderson converse in un occhio, Oltretutto i colori appaiono più piatti con la mancanza del pattern che decorava il kit firmato Umbro, Nel passaggio finale viene dato più spazio ad un grigio chiaro, mentre blu e arancione vengono limitati ai dettagli, Le strisce nella parte superiore richiamano a dovere il modello di ispirazione e conferiscono alla maglia dei Blues un tocco di originalità necessario a non farla sembrare una delle tante terze maglie..

Milan Prima e unica volta che i rossoneri hanno indossato una maglia jw anderson converse azzurra: troppo elevato il rischio di avvicinarsi ai cugini dell’Inter, Oltretutto la quarta divisa per la stagione 1995/1996 prodotta da Lotto ha solo degli accenni ai colori del Milan, lasciando ampio spazio alle fantasie su tutta la maglia con varie tonalità di azzurro, Con l’applicazione del design sul kit Adidas il risultato non cambia, se non un lieve miglioramento con i colori più compatti e l’assenza del pattern che occupava tutta la maglia (davvero di troppo), Il passaggio dalle sfumature di azzurro a quelle di grigio rendono più giustizia ai colori rossoneri, che prendono slancio e rendono il kit più elegante..

Juventus Maglia totalmente stile anni ’90 per i bianconeri, che sulla terza divisa nera della stagione 1996/1997 si trovarono in giallo il muso della zebra, accompagnato da alcune strisce della stessa tinta sulle maniche, Memorabile anche lo sponsor Sony, che per sposare il disegno proposto da jw anderson converse Kappa si dispone in diagonale, La trasposizione al template Adidas ne semplifica il taglio, ma la maglietta rimane sostanzialmente quella di prima, Il vero passo in avanti c’è con l’ammodernamento: la maglia diventa blu e prende dei chiari riferimenti al bianco e nero, mentre la zebra assume più significato insieme alle striature che decorano il resto della maglia e posizionate in contrasto con una diversa tonalità di blu, Il risultato finale è una maglia più semplice, elegante e con un omaggio chiaro e non troppo invasivo..

Ajax Dobbiamo fare un salto indietro addirittura nel 1989 per trovare questa maglia dei lancieri, realizzata con un template iconico per Umbro in quegli anni. Una combinazione dei colori sociali dell’Ajax e di una buona dose di blu, disorganizzati e con un taglio geometrico decisamente originale. Col passaggio al brand tedesco il pattern si abbassa per dare il giusto equilibrio e soprattutto viene eliminato dalle maniche per un risultato più pulito. Nel passaggio finale i colori cambiano: vengono adottati il verde ed il giallo, colori già usati dal club olandese per la propria divisa da trasferta. Il pattern viene ridefinito per creare una sfumatura tra i due colori, e con l’omaggio alla bandiera di Amsterdam all’interno del colletto rende la maglia apprezzabile.

River Plate Altro template iconico, questo dell’Adidas, che ha vestito i Millonarios nel 1994, Una divisa da trasferta che ha ricevuto scarsissimo successo, soprattutto per essere troppo cromaticamente simile alla maglia casalinga, La trasposizione ai giorni nostri rende più giustizia alla maglia, Il pattern viene ridimensionato per conferire il giusto equilibrio con lo sfondo e soprattutto vengono inseriti bordo manica e fondo maglia in nero, che si sposano a meraviglia con il kit, Eccezionale l’ultima fase, nella quale il pattern fa solo da sfondo ad una maglia che sfuma dal classico bianco al granata, jw anderson converse colore spesso usato dal River Plate per omaggiare il Grande Torino, Risultato che viene ancora di più esaltato dai dettagli in bianco con rifiniture rosse..

Chivas La maglia più recente che ha subito il processo di ammodernamento. La divisa Reebok del 2008 è certamente particolare per un modello a righe verticali, ma i colori scelti non perdonano e creano quell’effetto cecità istantanea che è difficile dimenticare. Il tentativo di ammodernamento, sia nelle forme sia nei colori, è completamente vano. Con il primo passaggio il nero viene variato in un blu notte, mentre il verde lime è sempre lì ad accecarci. Successivamente, è da apprezzare l’omaggio che la maglia fa al Messico così come le strisce “verticali” che sfumano al centro, ma non c’è niente da fare: la maglia rimane un incubo.

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