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Per quanto audace, non si tratta di una trovata senza basi storiche : già al termine degli anni venti si tentò di imbastire all’ombra della Madonnina quanto già accaduto a Firenze, Napoli e, in parte, Roma, quando il regime fascista hogan basse al potere attuò una serie di accorpamenti forzati volti a ridurre drasticamente il numero di formazioni calcistiche presenti in ogni città, Ai nastri di partenza della stagione 1928-29, erano ben tre le società meneghine in massima serie, sicché l’Inter e la neopromossa Milanese, in virtù del loro peggior coefficiente rispetto al Milan, dovettero forzatamente unirsi per dare vita all’effimera Ambrosiana..

Una società mai sentita propria dai vecchi tifosi, e che infatti nello spazio di un anno si trasformerà nell’ Ambrosiana-Inter, di fatto la vecchia Internazionale con indosso la storica maglietta nerazzurra, Tornando invece ai giorni nostri, e ragionando in termini semiseri, stiamo ipoteticamente fantasticando su di uno squadrone da 36 scudetti e 10 Champions League, per un Milano United sospinto da oltre 20 milioni di tifosi… e qui mi fermo poiché, mentre mi appresto a hogan basse scrivere queste righe, già posso sentire in lontananza gli insulti e le grida di terrore, miste a conati di vomito, provenienti dalle due anime della città!.

Per tutti, basta ricordare quanto accaduto nella stagione 2012-13, quando la Nord di San Siro rigettò compatta la nuova away del Biscione, rea di far uso a piene mani del colore rosso degli storici hogan basse rivali, Sorprendentemente, è invece sempre passato inosservato sul versante milanista lo sfoggio di maglie da trasferta azzurre, tinta che ebbe la sua primogenitura con la Coppa Latina del 1951, e che ha visto la sua ultima apparizione coi Diavoli nel 1995-96, In realtà, ciò che oggi stupisce o fa rabbrividire, ieri era la normalità : con buona pace dei tifosi duri e puri, dagli albori del calcio meneghino sino ai primi anni ottanta, le diverse sponde hanno più volte unito forze e giocatori sotto gli stessi colori..

Il cosiddetto MilanInter United non è infatti il frutto di una mente sadica e perversa, bensì un esperimento calcistico che ha attraversato il Novecento, consegnando alla memoria sfide leggendarie, formazioni da sogno e, soprattutto, un paio di maglie inevitabilmente uniche. Era il 2 giugno del 1907 – l’Inter, ancora, neanche esisteva – quando la Milano calcistica scendeva compatta in campo per affrontare gli svizzeri del Grasshoppers, riunita per la prima volta indossando la stessa casacca.

Dagli anni venti, all’ombra della Madonnina divenne poi una sorta di tradizione quella di mettere in piedi rappresentative miste, contrapposte ciclicamente alle formazioni più in vista dell’epoca, Questo ibrido in salsa meneghina, al tempo stesso tanto straniante quanto hogan basse affascinante, ebbe il suo periodo di gloria nel secondo dopoguerra, quando peraltro tali unioni calcistiche godevano di un discreto seguito in tutto il continente, Gli anni cinquanta videro infatti la nascita della Coppa delle Fiere, l’antesignana dell’odierna Europa League, che nelle sue prime edizioni era orientata soprattutto alle città che non ai club veri e propri..

In particolar modo all’inizio della sua storia, la partecipazione alla coppa favoriva rappresentative cittadine create ad hoc per l’occasione, tanto che la prima edizione vide trionfare nel 1958 il sodalizio del Barcelona XI, vittorioso sul similare London XI. Pur se quel successo è oggi riconosciuto con tutti i crismi ai blaugrana del Barcellona (poiché da loro proveniva la gran parte di quei giocatori), la formazione spagnola giocò la coppa indossando una speciale divisa con maglia blu e pantaloni bianchi, e sul petto lo stemma comunale del capoluogo catalano.

L’idea di una squadra unica a Milano è sopravvissuta fino ai giorni nostri, rimanendo radicata come malvagio “spettro” nel tessuto del tifo cittadino, A riprova di ciò, non serve neanche andare troppo indietro nel tempo: nel 2007 perfino la Nike mise in piedi una campagna pubblicitaria, basata sul fantomatico Madunina United, per celebrare i freschi successi di due suoi alfieri, Gattuso e Materazzi, meneghini d’adozione, Per quell’occasione, l’azienda dello swoosh ideò una casacca non troppo originale, che però prendeva a piene mani dalla città ricorrendo ai due colori comunali, il bianco e il hogan basse rosso..

Lo stemma milanese è infatti composto da uno scudo bianco attraversato da una croce rossa, Una soluzione che già nel ’28 venne scelta dalla già citata Ambrosiana per la sua nuova maglia, e a sua volta ripresa nel 2008 dall’Inter per marchiare la casacca del centenario nerazzurro, Lo scudo crociato è invece stato lo storico stemma del Milan ai suoi albori, tuttora presente nel moderno logo hogan basse societario, e rispolverato nella sua antica forma nel 1999 per la muta celebrativa del primo secolo rossonero..



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