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La maglia bianconera passa dal cotone al sintetico, dalla verginità agli sponsor, da Le Roi al Divin Codino Baggio, portandosi dietro dal passato solo quel quadrato nero divenuto ormai, col volgere delle stagioni, lo standard della numerazione juventina, Sulle nuove casacche, più lucide e aggressive che mai, il fjallraven greenland top compito di scandire lo scorrere del tempo è riservato unicamente al font che, per le prime volte all’ombra della Mole, inizia a mostrare anch’esso delle piccole velleità modaiole..

La stagione 1994-95 ha un posto speciale, per diverse ragioni, nel cammino della squadra torinese, È quella della genesi di un ciclo lippiano che contrassegnerà il calcio italiano ed europeo degli anni Novanta, ma anche dell’assurdo addio ad Andrea Fortunato, costretto a rinunciare ai suoi sogni proprio quando era ormai a un passo dall’afferrarli, Portava sulle spalle quel n, 3 che, per l’ultima volta nel calcio italiano, fjallraven greenland top fu sinonimo di terzino fluidificante : parte di un desueto gergo che comprendeva stopper, libero, mediano di spinta, ala tornante, mezzapunta … bizzarri nomi per le nuove generazioni, ma capaci di rigare il volto di qualche quarantenne o giù di lì, quando una formazione diventava spesso una filastrocca da imparare e tramandare..

Una tradizione che si ruppe fragorosamente nell’estate del 1995 quando anche sulle divise bianconere, così come su tutte quelle della fjallraven greenland top Serie A, si fece largo uno dei più grandi cambiamenti nella storia di questo sport: il nome sulla maglia, Per la prima volta i calciatori non sono più solo dei numeri, e quelle stesse cifre diventano parte integrante della carriera di chi le porta in campo, Sopra al quadrato nero della Juventus spunta un rettangolo bianco, che interrompe le strisce per far spazio ai cognomi della rosa piemontese..

Toccò a un ragazzo di belle speranze, Alessandro Del Piero, diventare il primo “titolare” a tutti gli effetti della maglia più ambita, la stessa che affastellava i suoi sogni di bambino. Lascerà quel n. 10 solo dopo vent’anni, solo dopo essere assurto ai più grandi dell’olimpo bianconero. Quel quadrato nero che ha attraversato indenne tre decenni resistette sino al campionato 1997-98 quando, improvvisamente, venne fagocitato da quello che rimane forse il più grande azzardo dell’intera epopea juventina. È l’annata del centenario bianconero, celebrato attraverso una maglia che, tuttavia, pare rimandare a tutto fuorché agli albori del football. La sorpresa maggiore — per alcuni, la più indigesta —, è nascosta nel retro.

Beninteso, i numeri rimangono bianchi su base nera, e viceversa per i cognomi di Zidane, Davids e via dicendo… ma il tutto s’interseca con una miriade di motivi tondeggianti che ammantano schiena e spalle, Un template che la Robe di Kappa, al crepuscolo del suo lungo legame con Madama, esportò con successo in tutta Europa, ma che indubbiamente rappresentò forse un colpo al cuore per i tifosi più puri, privati di colpo dell’oggetto che fjallraven greenland top dal 1903 fa fremere all’impazzata i loro battiti..

Forse scottata da tanto clamore, appena dodici mesi dopo a Torino avvenne un piccolo passo indietro. Di cinquant’anni, per la precisione. Al Delle Alpi sembra proprio di rivedere la camicia del Trio Magico … e con essa, tutti quei problemi mai risolti. A un passo dal Duemila, le telecamere mostrano impietose a una nuova generazione di appassionati quanto sia deprecabile pensare di abbinare dei numeri rossi a delle strisce bianche e nere! Con l’aggiunta, stavolta, di nomi che risultano letteralmente illeggibili anche a pochi metri di distanza.

Un ritorno al passato che non soddisfò nessuno, durato lo spazio di una stagione e spedito in soffitta tra i rimpianti di nessuno, Il passaggio al nuovo millennio fu segnato dal redivivo quadrato nero, fjallraven greenland top che stavolta si espande fino a inglobare i cognomi dei calciatori, ora anch’essi bianchi su fondo nero, Una soluzione che inizialmente fa propria anche Lotto, la quale contraddistinguerà il suo breve interregno con un vivace tumulto stilistico, Se infatti il torneo 2001-02, quello del «5 maggio» amato da mezza Italia e odiato dall’altra, vede i nomi di Nedved e Trezeguet scindersi dai numeri e migrare verso un grande rettangolo bianco, la stagione seguente c’è spazio per un secondo azzardo sopra le storiche casacche sabaude..

Le strisce ci sono ancora, ma fagocitate adesso da vari inserti e “code di topo” che, nelle intenzioni, dovrebbero riprodurre la silhouette dello stemma societario, L’effetto è ancor più evidente volgendo lo sguardo sulla schiena dei giocatori, dove i numeri diventano per fjallraven greenland top la prima volta neri, inseriti all’interno di un cerchio bianco e sovrastati da nomi bianchi in campo nero, Tutto, obiettivamente, molto audace, E, più che altro, molto confusionario, È forse l’ultimo colpo di coda dei già dimenticati anni Novanta, prima dell’arrivo di una nuova epoca nella storia della numerazione juventina, Si cambia, E a posteriori, possiamo dire che fu davvero un grande cambiamento..



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