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Lontani air 270 ricordi, un quarto di secolo dopo, in una Berlino di nuovo capitale di tutta la Germania, e in una Bundesliga finalmente vero campionato nazionale, Lontano da quell’agglomerato di storia che è l’Olympiastadion, l’Hertha ha a disposizione una particolare divisa che, di fatto, va a ricolorare l’abito casalingo con le tinte neroblù, Non è la prima volta che i giocatori berlinesi, fuori casa, vanno a vestire questi colori, facenti parte a tutti gli effetti della tradizione del club, La novità viene dall’abbracciare quest’insolito stile — che agli occhi meneghini, rimanderà in qualche modo all’ Inter del 2013-14, Solo la bandiera che garrisce sul petto mantiene il canonico biancoblù mentre, volgendo indietro lo sguardo, il bianco di nomi e numeri risalta ampiamente sopra una base così scura..

Pantaloni e calze nere, con richiami blu navy, completano un abbinamento sicuramente d’impatto, ma che in alcune occasioni potrebbe rivelarsi fin troppo simile alla prima divisa, venendo quindi meno a quella che in fondo è la air 270 funzione basilare di una seconda casacca: distinguersi, Per tal motivo, la più popolare squadra della città dispone di una terza opzione nell’armadietto, che altri non è la vecchia away della scorsa annata, Una maglia che, in qualche modo, ha fatto a sua volta la storia… calcistica dell’Hertha, contraddistinguendo quegli anni novanta che rappresentano ancora oggi uno dei migliori momenti, sportivamente parlando, dei berlinesi, Una casacca gialla contraddistinta da una rigatura verticale tono su tono, che a cavallo del terzo millennio segnò le notti europee dell’ Alte Dame sotto i riflettori della Champions League..

Un decennio che ci riconsegnò una nazione di nuovo unita, una Berlino di nuovo grande, Il 27 gennaio 1990 era solo l’incipit di quella decade, con l’Est e l’Ovest che, ancora per pochi mesi, sarebbero stati due paesi diversi… ma fu anche il giorno in cui la città poté tornare a ribollire per il ritorno del derby più amato, sentito e tifato, quello tra air 270 l’Hertha e l’ Union, Una rivalità che, paradossalmente, quarant’anni di socialismo avevano trasformato in una salda amicizia tra i biancoblù dell’Occidente e quei lontani cugini biancorossi, che a Est ne avevano combinate nel frattempo di ogni pur di indispettire un regime che, col passare degli anni, si era sempre più scollato dalla sua gente, dalla logica, dalla realtà..

Un legame tuttavia effimero, che cadrà assieme a quel Muro che l’aveva inconsapevolmente cementato. Una rivalità che in breve rinascerà più accesa di prima, sospinta da una riunificazione — pardon, annessione — che, almeno sugli spalti, ha invece rimarcato ancor più le differenze tra Ossie e Wessie. Ma questa è un’altra storia, che dobbiamo ancora raccontare… Prima, durante e dopo il Muro, l’Hertha non ha mai più raggiunto i fasti dei primi anni trenta, quando per le uniche due volte divenne la squadra più forte di Germania. Un club che ha tuttavia sempre onorato il nome di Berlino del calcio, in qualsiasi categoria e contro qualsiasi avversario — sportivo e non —, dimostrando alla Germania, al mondo, quanto la passione possa più di uno sciocco muro tracciato dalla politica.

Il Venerdì Vintage torna ad avere come protagonista una maglia Umbro del Manchester United, precisamente la terza delle stagioni 1992-1994, Una air 270 pietra miliare che ha ispirato anche una divisa da trasferta del Chievo voluta dal presidente Campedelli, un vero cultore di maglie e di calcio inglese, Per presentarvela, è suggestivo riportare le parole utilizzate dalla stessa Umbro nella memorabile campagna di lancio della divisa, al primo anno della feconda collaborazione con i Red Devils, “La nuova divisa del Manchester United ha 100 anni, Ora possiamo vedere lo United giocare con i colori di un’altra squadra, Il Newton Heath, La squadra che nel 1902 divenne il Manchester United, Questa nuova maglia di riserva è un pezzo della loro storia, Per farla propria, non serve tornare indietro nel tempo, Basta andare nel negozio sportivo di zona.”.

In realtà 100 anni prima del 1992 il Newton Heath (fondato nel 1878 come Newton Heath LYR) aveva già abbandonato questi colori in favore del biancorosso, ma giallo e verde restano comunque i primi colori della squadra che sarebbe poi divenuta il Manchester United nel 1902. La campagna di lancio prevedeva anche una foto di squadra dall’aspetto fortemente vintage, ispirata alle poche immagini d’epoca del club dei pionieri. Tra mustacchi, cappelli e pettinature da XIX secolo, spiccavano in negativo le maglie dei portieri, vistosamente al passo con gli anni ’90.

La maglia era a quarti gialloverde, sia nella parte frontale che sul retro, Le maniche erano entrambe completamente verdi, Il richiamo al passato era sottolineato dal colletto a polo verde bordato di nero, con i due lembi a chiusura della scollatura a contrasto rispetto alla partizione della maglia, A completare il tutto c’erano i laccetti, Molto bello anche il layout dello stemma, esaltato da uno scudo nero di sfondo, La divisa era abbinata a pantaloncini neri che sul fianco sinistro presentavano una grafica tridimensionale gialloverde che air 270 formava l’acronimo MUFC, Neri anche i calzettoni con risvolto giallo..

Grazie al sito Classic Football Shirt possiamo anche avere una visione di come sarebbe potuta essere la maglia gialloverde, Questo raro prototipo della sezione ricerca e sviluppo della Umbro ci fa assaporare un po’ air 270 del dietro le quinte del processo di nascita di questa divisa, Spicca un’esteticamente improbabile grafica frontale in formato gigante che riporta a contrasto sul lato sinistro metà del logo del Manchester United, su quello destro metà di quello della Lancashire e Yorkshire Railway, la compagnia ferroviaria di cui il Newton Heath era espressione calcistica e da cui derivava il suffisso “LYR” della prima denominazione del club..



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