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L’undici allenato da Ciccio Graziani — che subentrò in corsa in una stagione nata storta, portando la Fiorentina alla salvezza e a un’insperata finale di coppa — sfoggiava una “vera” maglietta viola, Realizzata dall’azienda parmense ABM, si permetteva adidas ultra boost 19 l’unico vezzo di stile nella trama del tessuto, contraddistinta da una fantasia a pinstripes tono su tono, Oltre al fiorentinissimo sponsor La Nazione scritto in giallo, sul petto spiccava soprattutto il cosiddetto “giglio alabardato”, lo stemma dell’epoca del club viola, un’innovazione voluta all’inizio del decennio dalla proprietà dei Pontello..

Un simbolo, obiettivamente, mai troppo amato dalla tifoseria, nato anche per ragioni commerciali, che sopravviverà fino al 1991 prima di venir pensionato dall’arrivo dei Cecchi Gori, che vireranno subito verso la tradizione col ritorno adidas ultra boost 19 dello storico stemma romboidale, Salta inoltre agli occhi l’uso dei pantaloncini bianchi delle origini, ormai un lontano ricordo per una formazione che già in quel decennio aveva iniziato a sperimentare il completo viola, e che a partire dagli anni novanta abbraccerà in pianta stabile la nuova muta monocromatica..

In definitiva, la divisa viola che chiuse gli anni ottanta è rimasta come una delle più classiche nella adidas ultra boost 19 storia fiorentina — quando invece, proprio in questa decade la società toscana era stata tra le più vivaci sul versante stilistico, approfittando della scoperta di moda e marketing (settori ancora inesplorati, nell’Italia pallonara dell’epoca) per proporre una gran varietà di template, sempre diversi e audaci, Tutt’altro discorso per la Juventus, che in quel decennio mantenne praticamente immutata la sua maglia bianconera, limitandosi unicamente a dei piccoli cambiamenti nel riempimento delle strisce, o nella fattura dello scollo..

Quella “JuventURSS” (così chiamata per l’ingaggio dei sovietici Alejnikov e Zavarov), guidata da Dino Zoff — che tra alti e bassi riuscì comunque a mettere in bacheca l’accoppiata Coppa Italia/UEFA —, era vestita dai concittadini di Kappa. Un legame-monstre durato dal 1978 al 2000, che alle soglie degli anni novanta generava ancora delle casacche molto semplici e pulite, nel solco della tradizione. Una divisa, abbinata ai canonici pantaloncini e calzettoni bianchi, che potremmo definire quasi senza tempo. Uniche concessioni alla modernità, l’inserimento dello sponsor Upim in un rettangolo nero (una soluzione che, coincidenza, ritroviamo oggi col marchio Jeep) e l’apposizione sul cuore della caratteristica “scatolina”.

Nata dopo la conquista del ventesimo scudetto — arrivato nel 1982, proprio dopo un lungo duello coi viola —, si trattava di un rettangolo bianco bordato d’oro che andava a contenere le due stelle bianconere, a mo’ di mostrina militare, Un dettaglio vintage ma tutto sommato adidas ultra boost 19 ancora attuale che, siamo sicuri, non sfigurerebbe neanche sopra le moderne uniformi, Rispetto alla Fiorentina, spicca in questo caso l’assenza di uno stemma societario, che sulle maglie bianconere farà il suo debutto solamente nel 1994, L’uso del canonico scudo ovale juventino era infatti riservato, all’epoca, all’aspetto prettamente societario..

In quel periodo era invece salito alla ribalta un nuovo simbolo, per certi versi più affine al mondo delle mascotte, la silhouette di una zebra rampante ; creata nel 1979, sarà usata nella comunicazione del club fino alla metà degli anni novanta, quasi soppiantando agli occhi dei supporter lo storico stemma. Nonostante possa ricordare, a livello grafico, il torello rampante dei cugini granata, tale logo è tuttora apprezzato e sfoggiato da una discreta parte della tifoseria bianconera, e chissà che il suo uso non possa essere riscoperto in futuro.

Ventiquattro anni dopo quella finale di coppa, inevitabilmente le maglie delle due squadre sono molto cambiate, Ciò nonostante, le casacche oggi indossate da Gómez e Vidal, griffate rispettivamente Joma e Nike, mostrano alcune similitudini con le loro storiche antenate, Due uniformi, quelle della stagione 2013-14, che rispecchiano tutti i crismi di viola e bianconeri, con un’impronta stilistica semplice quanto efficace; la stessa che già ritrovavamo in quelle maglie del 1990, Starà al futuro decidere se adidas ultra boost 19 anche le mute del nuovo millennio, come quelle del vecchio secolo, resteranno nella storia o si riempiranno di gloria..

Dopo due edizioni dei Mondiali giocati con una divisa completamente bianca, finalmente si riaccendono i numerosi colori dell’Africa sulle maglie del Ghana 2014, adidas ultra boost 19 Nelle precedenti partecipazioni ai campionati del mondo, nel 2006 e nel 2010, il Ghana aveva indossato una prima maglia sviluppata esclusivamente nei colori bianco e nero, In quegli anni le Black Stars, infatti, avevano abbandonato le loro vistose e sgargianti casacche e reintrodotto le originarie divise completamente bianche, Era il 12 giugno del 2006, ad Hannover, quando l’italiano Vincenzo Iaquinta, imbeccato da un magistrale lancio di Pirlo superava in progressione il portiere Kingson e depositava in rete il gol del due a zero, regalando la prima vittoria agli azzurri che darà il via alla cavalcata della Nazionale di Lippi verso la conquista del quarto titolo, Dall’altra parte c’era il Ghana al suo esordio mondiale che, nonostante la sconfitta rimediata con l’Italia, riuscirà a qualificarsi agli ottavi a discapito di Stati Uniti e Repubblica Ceca..



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