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Questa permane anche sopra la nuova muta casalinga del club dove, tuttavia, stavolta migra verso il lato destro del petto; la striscia assume allo stesso tempo un aspetto più dinamico per via del fatto di dipanarsi, obliqualmente, da due nuovi inserti rossi che attraversano la spalla destra, Scompare, quindi, la globale simmetria che ritrovavamo nella maglia della scorsa stagione, poiché, quest’anno, alla “linea roja” fa adidas tight running da contraltare, sul lato sinistro della divisa, una semplice coda di topo rossa che cinge spalla e braccio: ecco che torna quel pizzico di “follia” made in Warrior..

Il colletto, bianco e con un modesto scollo a V, è ornato alla base da un’ulteriore coda di topo rossa, mentre all’interno vede una caratteristica finitura a scacchi biancorossi, A sfalsare ulteriormente la simmetria della maglia arriva un inserto rettangolare rosso, che marca la zona superiore del polsino sinistro; rimane lindo, invece, il bordino destro, Sul petto, sempre pittati di rosso, al marchio Warrior adidas tight running riportato con logo e lettering fa da contraltare lo stemma societario che, come già avvenuto per le mute dell’anno passato, vede il ritorno in auge dello storico simbolo delle origini, un bollo recante il trigramma SFC..

La denominazione societaria per esteso, Sevilla Fútbol Club, è invece appannaggio della zona posteriore della divisa, circoscritta alla zona inferiore del collo e riportata con un font dal taglio vagamente “graffitaro”, Molto più tradizionale il resto della tenuta da adidas tight running gioco casalinga, con dei pantaloncini bianchi macchiati unicamente da due lunghi e sottili graffi rossi che percorrono i lati esterni delle cosce; ancor più minimali i calzettoni, completamente neri, Su ambedue i capi, sono riportati a contrasto stemma e logo del fornitore tecnico, che nel caso delle calze rappresentano peraltro l’unico tocco di colore..

Quella che può sembrare una divisa moderna e originale, tuttavia, tradisce una forte – e, forse, insospettabile – componente nostalgica. A uno sguardo superficiale, sono probabilmente in pochi quelli che, sotto la pesante opera creativa di Warrior, potrebbero leggere e cogliere un omaggio a una delle casacche più famose della storia del Siviglia. Era il 1992-93, una stagione decisamente dimenticabile per la compagine spagnola… se non fosse che fu l’unica in cui Diego Armando Maradona vestì la maglietta degli andalusi.

Per una squadra che, al fianco del Pibe de Oro, vide in campo anche il connazionale Diego Simeone e il croato Davor Šuker, l’allora fornitore tecnico Front Runner realizzò una tenuta da gioco dove, chiuse tra due code di topo, entrambe le spalle erano attraversate proprio da due strisce rosse, Chissa… forse adidas tight running l’ormai sconosciuta azienda s’ispirò alla moda dilagante nei primi anni novanta, quando la ben più famosa adidas portò avanti una delle sue più rivoluzionarie idee in ambito calcistico..

A quel tempo, infatti, i tedeschi innovarono pesantemente la loro politica stilistica in fatto di divise, mandando nel cassetto le loro canoniche stripes in favore di una nuova versione extralarge, che andò a marchiare massicciamente le maglie dell’epoca. Tale sperimentazione durò fino alla metà del decennio, quando gradualmente si assistette al ritorno in voga delle classiche stripes in formato mignon. Insomma, Warrior ha preso a piene mani dal passato del Siviglia, rielaborando il tutto secondo i canoni moderni per unire tradizione e innovazione. Al pubblico stabilire se tale percorso può dirsi riuscito.

A fianco della muta casalinga dei Rojiblancos, Warrior ha svelato anche l’uniforme riservata agli estremi difensori del club, L’eroe di Torino, Beto, vestirà una tenuta da gioco che, globalmente, appare molto più curata rispetto a quello sfoggiata nella vittoriosa stagione appena conclusa, La prima adidas tight running scelta dei portieri sarà completamente agli antipodi rispetto ai giocatori di movimento: un completo rosso, cinto lungo il petto da alcuni inserti “a saetta” pittati d’un intenso azzurro..

Gli stessi colorati li ritroviamo, in forma minore, nel retro delle spalle, dove peraltro mettono bene in evidenza la denominazione societaria, Il colletto opta invece per un elegante blu navy che lo isola in qualche modo dal contesto, facendolo emergere dall’insieme, Come per la divisa dei giocatori di movimento, anche per i portieri c’è sul petto lo storico bollo bel passato, colorato di bianco come il adidas tight running logo dello sponsor tecnico, L’uniforme si differenzia invece per quanto concerne il resto dei suoi capi, poiché i sopracitati inserti azzurri ricorrono anche su pantaloncini e calzettoni, col compito d’interrompere e altresì “alleggerire” la preponderante macchia rossa..



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