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Nel 1895 tuttavia, a Roma, in occasione dei periodici concorsi nazionali a cadenza triennale organizzati sotto l’egida della Federazione Ginnastica fin dal 1889, ha luogo per la prima volta un’esibizione calcistica e per mantenere vivo l’interesse nelle varie discipline, adidas superstar fra un concorso e l’altro hanno luogo campionati nazionali per particolari specialità, Corre infatti il 1896 quando viene messo in palio il primo titolo ufficiale nella storia del calcio italiano assegnato alla formazione di Udine che vince il campionato organizzato nell’ambito della Gara Nazionale di Giuochi Ginnastici, tenutasi a Treviso nel mese di settembre..

Il 1899 è un anno significativo per la storia del nostro calcio, Poche settimane dopo l’assegnazione del adidas superstar secondo campionato, ancora nella Torino sede della F.I.F, (Federazione Italiana del Football) fondata l’anno precedente, scende in campo la prima rappresentativa italiana, pur composta quasi esclusivamente da footballers nati all’estero, contro una selezione elvetica, Non si può certo parlare di Nazionale per la quale bisognerà attendere ancora dieci anni, ma comincia ad affiorare l’idea di una rappresentativa del nostro calcio..

Intanto, ancora nella vivacissima Torino, inizia a disputare qualche gara ufficiale lo Sport Club Juventus, sorto due anni prima per iniziativa di alcuni studenti del adidas superstar liceo D’Azeglio, e, sempre nel 1899, si completerà anche nel calcio il triangolo Genova-Milano-Torino, sinonimo della grande crescita industriale del nostro paese, ancora una volta per merito di Mr Kilpin che contribuirà alla fondazione del Milan Foot-Ball and Cricket Club scegliendone i colori con queste parole: «Saremo una squadra di diavoli, I nostri colori saranno il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari!», In seguito, nel 1908, alcuni soci dissidenti (dalle provenienze geografiche più svariate), se ne distaccheranno per fondare il Football Club Internazionale Milano..

Nel primo decennio del ‘900 il panorama calcistico nazionale comincia ad assumere una prima composizione più variegata anche se non omogenea sul territorio, si moltiplicano le squadre ma molte di esse appartengono ad una stessa realtà cittadina. Il diffuso settimanale Lo Sport Illustrato presenta nell’edizione del 30 ottobre 1913 le squadre partecipanti al campionato (non tutte, mancano le centro-meridionali tra cui la Lazio, arrivata seconda dopo la finale con il Casale). La copertina mostra al centro una bella illustrazione di un’azione di gioco attorno alla quale sono rappresentati degli scudi con i colori sociali di tutte le squadre. Questo conferma come le maglie fossero il vero segno distintivo di una società calcistica, tuttavia attraverso le foto ed i documenti dell’epoca sappiamo che alcuni club avevano già degli stemmi da sfoggiare sulle divise. Sulle camicie da gioco dei primi anni del Milan è possibile individuare un taschino a toppa bianca crociato di rosso: lo stemma del comune di Milano, mentre in un’altra storica fotografia raffigurante il calciatore dell’ Inter Aldo Cevenini è possibile riconoscere uno scudo con all’interno il serpente visconteo-sforzesco, altra nota effigie meneghina.

Anche i giocatori della Pro Vercelli e del Novara in alcune foto rispettivamente dei campionati 1911-12 e 1914-15 portavano cuciti sul petto gli stemmi dei comuni d’appartenenza, Si deduce quindi che le squadre, anche in quei pochi casi in cui avessero dei propri loghi ben definiti, preferissero utilizzare sulle proprie divise un emblema cittadino o quantomeno legato alla loro area geografica, L’Internazionale, ad esempio, fin dalla sua fondazione nel 1908 era in possesso del logo tutt’ora utilizzato (con minime variazioni di restyling), Lo storico primo logo, infatti, fu disegnato dal cartellonista e pittore Giorgio Muggiani, socio fondatore del club nonché segretario della società, Abbiamo già visto però come sulle divise, nel caso in cui ci fosse uno stemma, cosa adidas superstar comunque rara e discontinua, apparisse il cosiddetto “biscione”..

Pure la Juventus adottò, se non dal suo esordio, almeno fin dai primi del ‘900 il noto stemma ovale a strisce verticali bianche e nere. Lo possiamo vedere stampato su una tessera sociale d’inizio secolo ed è praticamente rimasto invariato fino al restyling che lo ha investito nel 2004. Nell’immagine il logo è nella sua versione con lo sfondo del nome del club di colore blu Savoia, omaggio alla tradizione sabauda di Torino, e di forma concava. Lo sfondo dello stemma civico è anch’esso in blu Savoia, mentre il toro e il nome del club sono di colore giallo-oro.

Un cimelio calcistico molto ricercato dagli appassionati che però innesca alcune interessanti riflessioni sul piano grafico è la spilla da giacca della Pro Vercelli che ci dà testimonianza di un logo calcistico di una tra le più titolate adidas superstar squadre dei primi del secolo, La società nel corso dei decenni andrà incontro ad un declino tanto grave da farle perdere svariate volte lo status professionistico ma proprio per questo la testimonianza acquista maggiore interesse, Il logo non ha dovuto adeguarsi nel tempo alle necessità di mercato di un grande club dei nostri giorni, di conseguenza ci dà la possibilità di osservare, liberi da sovrastrutture preconcette, i caratteri puramente estetici di tale stemma, cristallizzati nel tempo e che, per certi versi, appaiono addirittura naïf..

In fondo, senza molte preoccupazioni riguardo all’originalità, si trattava dell’ennesimo scudo crociato, ma il gusto dell’epoca è ben riconoscibile adidas superstar nella composizione che molto traeva da quella sinuosità liberty che aveva invaso da tempo ogni aspetto estetico dell’Europa di inizio secolo..



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