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Questa premessa era doverosa perchè ora ci sembra tutto molto normale, ci siamo ormai abituati a vedere queste scarpe in campo e le vediamo naturalmente come uno dei prodotti principali nei campi di gioco, Ci tenevamo però ad analizzare la differenza tra le due versioni principali di ACE16, la PureControl senza lacci e la versione 16.1, identica in tutto al netto proprio della tecnologia Laceless, Abbiamo avuto la fortuna di poter analizzare a fondo entrambi gli scarpini, cercando di capirne pregi e difetti, Il primo punto adidas alexander wang su cui soffermarsi è sicuramente la struttura della tomaia : se le PureControl sono obbligatoriamente compatte, strutturate proprio per poter far coesistere il concetto di Laceless e non lasciarsi andare dopo i primi utilizzi (la scarpa inizialmente è davvero dura, infatti si consiglia assolutamente di prenderle almeno mezza misura superiore), le ACE16.1 PrimeKnit sono una vera e propria pantofola, poco altro da aggiungere..

Il adidas alexander wang PrimeKnit infatti, nonostante sia il materiale principale di entrambe le tomaie, risponde in maniera totalmente diversa, Per le 16.1 è molto uniforme ed anzi, si può tranquillamente calzare le scarpe molto precise, stringendo al massimo con i lacci, mentre su PureControl la calzata deve essere perfetta fin da subito, senza possibilità di un “cedimento” successivo, Questo le rende incredibilmente performanti, ma sicuramente restringe in maniera forte la percentuale di atleti che possano trovarsi bene al 100%..

La suola si assomiglia per struttura e disposizione dei tacchetti; fantastica la cromatura adidas alexander wang delle ACE16+ (purtroppo come specificato da adidas tende ad andarsene velocemente dopo qualche utilizzo), interessante la risposta in campo per entrambe le versioni, La suola con tacchetti fissi viene data come FG/AG, forse è un pochetto più FG, in ogni caso potrete utilizzarle entrambe con la massima serenità anche su campi sintetici (in buono stato), La sensazione in campo è unica, E lo è in entrambi i casi, Va detto che quando indosserete le ACE16+ PureControl i primi momenti camminerete 3 metri sopra il terreno; il fit è pazzesco e, nonostante ci si debba abituare proprio alla tipologia di calzata (non è una scarpa che andrà bene a tutti), l’impatto ed il tocco di palla sono unici, Altra nota di merito il fatto che siamo di fronte ad uno scarpino molto robusto e che in campo non temerà contrasti ed entrate..

La ACE16.1 la vediamo come un prodotto assolutamente completo. È evidente che questa scarpa dia tutte le garanzie che si cercano da adidas e non possiamo negare che indossandole abbiamo avuto la percezione netta sia della qualità, sia di tornare a mettere ai piedi quella tradizione adidas unita alle tecnologie di oggi. C’è un’esclamazione all’interno del nostro staff che vi potrebbe chiarire le idee: “È come indossare una Predator Accelerator, ma nel 2016!”. Le considerazioni finali le lasciamo a voi, ricordandovi che potete godervi la review video delle ACE16+ PureControl (iscrivetevi al canale Youtube) ed il primo test in campo già fatto per le ACE16.1 PrimeKnit.

Continua il racconto del mitico campionato europeo svoltosi in Inghilterra nel 1996, Dopo la cronaca dei gruppi A e B oggi tocca ai restanti gruppi C e D che comprendevano anche l’Italia guidata da Arrigo Sacchi, La Germania si presenta ad Euro ’96, come al solito, tra le favorite, I tedeschi hanno vinto il trofeo nel adidas alexander wang 1972 e nel 1980 e nell’ultima edizione hanno perso la finalissima con la sorprendente Danimarca, A guidarli c’è sempre Berti Vogts, che è succeduto a Franz Beckenbauer all’indomani del Mondiale del 1990, Usa ’94 è stato deludente in termini di risultato ma il girone di qualificazione (lo stesso della Bulgaria) è stato condotto con la solita sicurezza, Una marcia trionfale: 8 vittorie, 1 pareggio ed 1 sconfitta il 7 giugno del 1995 a Sofia..

I 22 che arrivano in Inghilterra sono di assoluta qualità. La porta vede Andreas Köpke titolare mentre Oliver Kahn è il dodicesimo. Reck del Werder Brema è il terzo portiere. Vogts punta su Matthias Sammer per guidare il pacchetto difensivo, coadiuvato dal rude Jürgen Kohler, da Thomas Helmer, da Stefan Reuter sulla destra. Markus Babbel puntella la terza linea mentre René Schneider è un’alternativa di lusso. Il centrocampo può contare sulle sgroppate del futuro milanista Christian Ziege (spesso impiegato come tornante), sull’equilibrio di Dieter Eilts e sulla classe di Thomas Hässler ed Andreas Möller. Occhio all’emergente Mehmet Scholl. In panchina gente come Mario Basler, Thomas Strunz e Jens Todt. Il reparto offensivo poggia sull’esperienza e i gol di Jürgen Klinsmann, nominato capitano da Vogts. Al suo fianco Fredi Bobic e Oliver Bierhoff, più staccato Stefan Kuntz che sarà comunque decisivo.

Inutile dire che la Germania si adidas alexander wang affida ad Adidas, binomio storico ed indissolubile, Il brand tedesco lavora su due template già in uso nella competizione, riempendoli di particolari, La divisa home è tradizionalmente bianca con un pattern traslucido tono su tono che riporta allo stemma della federazione, Il colletto è una variante dello stile ‘coreano’: bordi col tricolore della bandiera nazionale, presente nel lembo chiuso da due bottoncini, Stripes nere sulle spalle, lettering ‘adidas’ sotto il colletto e stemma nazionale racchiuso in un importante scudo nero sovrastato da tre stelle, ognuna con uno dei colori della bandiera teutonica, La numerazione non è centrale ma trova posto sulla sinistra con un font molto elegante, Bordi manica sono tricolori, pantaloncini neri con laccetti tricolori e stripes bianche, calzettoni bianchi..

La divisa adidas alexander wang away utilizza il template già visto per la Romania, la Francia e che vedremo più avanti per la Turchia, Divisa color verde acqua con lo stesso pattern traslucido, Disegno delle stripes che partono dai fianchi e convergono verso l’esterno manica in bianco, Colletto con inserti in maglieria neri con il tricolore tedesco, Lettering adidas in bianco, stemma a sinistra, Pantaloncini bianchi e calzettoni verde acqua, questo kit non è mai stato usato durante la competizione, Primo appuntamento della storia per la Repubblica Ceca, intesa come nazionale singola, dopo la parentesi Boemia (ad inizio secolo) e la storica Cecoslovacchia (vincitrice dell’Europeo del 1976 grazie al rigore a cucchiaio di Panenka), L’allenatore è Dusan Uhrin, tecnico esperto e navigato, Il girone di qualificazione fa intravedere già le qualità del gruppo ceco, giovane ma ostico da affrontare, La nazionale di Praga si qualifica come prima del raggruppamento spedendo la quotatissima Olanda a giocarsi lo spareggio con l’Irlanda (negli scontri diretti: 0-0 a Rotterdam e clamoroso 3-1 a Praga), Uhrin dà fiducia al gruppo che ha vinto il raggruppamento..



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