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IL CONFRONTO Prendiamo subito in esame i due modelli di oggi, Mercurial Superfly e Vapor X ed analizziamole caratteristica per caratteristica, Come per Magista, la tomaia è la vostra scelta principale, Si perchè dovete preferire un prodotto rivoluzionario, ad uno che continua sulla linea che avete visto fino ad oggi, Superfly unisce il Flyknit nike m2k tekno al nuovo Flywere già visto sui modelli Superfly precedenti, ma stavolta la vera sopresa è che lo scarpino è subito “ready to go” e non dovete soffrire per arrivare al comfort, tutt’altro, avrete un feeling pazzesco fin dalla prima calzata, Vapor X presenta una tomaia molto diversa, il materiale resta molto morbido, ma dite addio alla struttura a “pallina da golf” ed abbracciate una tomaia che da subito l’idea di essere più robusta, mantendendo un gran controllo di palla, Importantissime le cuciture tra linguetta e tomaia, adesso sono tutt’uno e quindi dite addio alla linguetta che si spostava..

Diversa la suola tra le due versioni, ma il punto focale è che per entrambe le versioni la suola FG (per terreni compatti) nike m2k tekno è finalmente ritornata alla conformazione con i 4 tacchetti posteriori e questa è per noi la notizia più importante e significativa, Adesso anche campi un pò duri, non saranno più “off limits” per le vostre Mercurial, Sottolineamo come il materiale delle Superfly sia carbonio (impatto estetico da paura!) mentre per Vapor X è il medesimo utilizzato anche per Hypervenom, quindi massima elasticità, ma anche massimo sprint grazie alla risposta immediata sul terreno, proprio per esaltare le caratteristiche dei velocisti..

Il timore, quando escono modelli completamente rivoluzionati è che questi non rispecchino più la calzata che si è utilizzata fino a quel momento, Vi chiariamo subito i dubbi: Superfly ha una calzata comoda quindi ci sentiamo di consigliare il medesimo nike m2k tekno numero che utilizzavate per Vapor IX e Nike in genere, assolutamente mezza misura in meno di CTR360, Magista, Tiempo V, Le Vapor X invece sono molto “regular” quasi tendenti allo “strettino” per questo il consiglio è di restare sulla solita misura di Nike senza avventurarsi in misure inferiori..

Considerazioni Finali La grande capacità di migliorarsi ogni volta senza sedersi sugli allori ha portato Nike ha produrre le due Mercurial migliori di sempre. Avete ed avrete la possibilitàdi scegliere (anche se sarebbe fantastico poterle provare entrambe) tra due versioni eccezionali, una in grado di dare le solite certezze di sempre, unite ad una nuova tomaia ed una suola ancora più valida (Vapor X), l’altra una vera rivoluzione in grado di fornire ancora più armi per ottenere risultati sempre migliori in campo. L’indecisione la farà da padrone, scegliete bene!

In Sintesi Mercurial Superfly IV Giocatori che la indossano: Cristiano Ronaldo, Alexis Sanchez, nike m2k tekno Romelu Lukaku, Franck Ribery, Zlatan Ibrahimovic, Edu Vargas, Claudio Marchisio, Joel Campbell, Martin Caceres, Xerdan Shaqiri, Valbuena, Gervinho, Indicata per: Giocatori che vogliono unire velocità, controllo di palla, comfort ed una sensazione mai provata prima, Calzata stretta, ma che si lascia andare assolutamente ideali in ogni zona di campo, Perfette sia per attaccanti rapidi e dinamici che per controcampisti d’inserimento, assolutamente idonee anche per punte centrali o difensori brillanti, una vera garanzia..

Mercurial Vapor X Giocatori che la indossano: Eden Hazard, Dries Mertens, Arturo Vidal, Ivan Perisic, Jesus Navas, Pedro. Indicata per: Gli amanti Vapor storici, chi desidera avere uno scarpino leggero, flessibile e allo stesso tempo robusto. Perfetto per giocatori rapidissimi, ali di fascia, seconde punte e terzini inesauribili.

Per il Venerdì Vintage di oggi, ci ricolleghiamo al ritorno di adidas dopo 14 anni sulle maglie del Feyenoord, andando a rivedere quella della stagione 1997-1998, Premetto che questo è uno dei casi in cui una maglia diventa oggetto di questa rubrica non per la sua bellezza o storicità, ma per la sua bruttezza, Più di qualcuno la ricorderà in quanto il Feyenoord incrociò il cammino della Juventus nike m2k tekno nella Champions League 1997-1998, Era la quinta partita del girone eliminatorio è finì 2-0 per gli olandesi con doppietta di Julio Cruz, sconfitta che mise a repentaglio il cammino della Juventus, che passò il turno come una delle due migliori seconde dei sei gironi per via della miglior differenza reti nei confronti del Paris Saint-Germain..

Ma veniamo ai dettagli: inserire le tre strisce nelle maglie a strisce verticali o a quarti non è mai semplice e quasi sempre richiede inserti monocromatici sulle spalle, come nella maglia per il 2014-2015. Nel 1997 adidas invece “pensò bene” di risparmiare le maniche, inserendo il suo marchio distintivo in verticale, lungo il confine tra i settori bianco e rosso della maglia, ottenendo un effetto compenetrato tra i due colori: tre strisce bianche su rosso e viceversa, Da incubo anche lo sponsor, inserito in un maxi rettangolone bianco e quasi illeggibile per i non olandesi: S tad Rotterdam Verzekeringen, la più antica compagnia assicurativa dell’Europa continentale che, per fortuna del buon gusto, pochi anni dopo entrò a far parte del gruppo Fortis, nike m2k tekno al quale lasciò il posto sulla maglia. Unico dettaglio apprezzabile, la F bianca inserita nello strato interno nero del maxi scollo a V..



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