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Questa hit ha ispirato a molti un movimento alla “Milla” in tutto il mondo, amato sia dai giocatori di calcio sia dalle persone del posto, Si tratta di una sorta di passaggio generazionale che collega il calcio degli anni ’90 con quello dei nostri giorni, un inno che associa lo sport a una cultura underground e che evidenzia l’influenza esercitata da Puma nel continente africano per decenni, In occasione del lancio della nuova maglia jordan MHD ha incontrato i calciatori Eric-Maxim Choupo-Moting (Stoke City), il capitano Benjamin Moukandjo (Jiangsu Suning), Fabrice Ondoa (Siviglia Atlético), Sébastien Siani (KV Ostende) e Frank Zambo-Anguissa (Olympique Marsiglia), Calciatori e rapper sono ora più che mai vicini, accomunati rispettivamente da una vita all’insegna del calcio e della musica, e impegnati a portare la cultura del gioco per le strade e viceversa, Che sia sulla pista da ballo, in console o sul campo, questa generazione dà prova di stile, libertà e talento..

Roger Milla ha presenziato all’evento avallando l’adozione e la promozione della sua famosa danza, oltre che la nuova divisa del Camerun, la sua squadra, jordan Un vero e proprio passaggio di consegne dalla vecchia guardia alle nuove leve, Come giudicate il lavoro di Puma per i Leoni Indomabili?.

Nell’autunno del 1897, un gruppo di studenti liceali, riunitisi su una panchina di Corso Re Umberto a Torino, fondò l’attuale Juventus Football Club, Per festeggiare questo evento adidas ha realizzato una maglia celebrativa per i 120 anni della Juventus, Nella sfida contro il Benevento i calciatori bianconeri scenderanno in campo con una casacca unica, dalla quale trasudano storia e stile unite ad un tocco di modernità, Ispirata alle divise anni ’50, la maglia celebrativa firmata adidas presenta le classiche strisce verticali, 4 bianche e 3 nere, nella parte frontale e un colletto a girocollo, Una sorta di “marchio” con le date dell’anniversario, che si jordan rifà al primo simbolo della Juventus, è stampato all’interno del collo..

Spiccano sul petto le 3 stelle dorate racchiuse in un rettangolo bianco, un dettaglio usato per la prima volta nel 1982-83 dopo la conquista del ventesimo scudetto. In onore del 120° anniversario del club, gli sponsor di maglia della Juventus, adidas, Jeep e Cygames, hanno accettato di comparire in nero su nero e in versione ridotta alla destra del petto (adidas e Jeep) e sul retro (Cygames). La parte posteriore presenta il medesimo stile della maglia 2017-2018 con una banda nera che racchiude la stampa del numero. Non è chiaro al momento se durante la partita la squadra scenderà in campo con lo scudetto tricolore e la coccarda, così come non è stato specificato se compariranno anche i nomi.

Venduta in un cofanetto ad hoc, la maglia celebrativa è stata jordan prodotta in soli 1897 pezzi tutti numerati mediante un’etichetta cucita all’esterno, Il prezzo è anch’esso in tema: 189,70 €..

A fine anni ’70 parole come brand o marketing erano del tutto estranee ai club italiani, le maglie erano generalmente prive di stemmi e su di esse poteva comparire solo una ridottissima pecetta indicante il marchio produttore delle divise. Proprio in quel periodo, precisamente nell’estate del 1978, dalla matita di Piero Gratton nacque il mitico Lupetto, uno stemma che la Roma porterà stabilmente sulle casacche fino al 1997. La stagione 1978-1979 fu contraddistinta dal passaggio da adidas a Pouchain e dall’utilizzo di svariate maglie da gioco.

Si partì con la casacca rossa dell’anno precedente, iconica nel suo colletto a polo bordato di giallorosso, jordan un motivo ornamentale ripreso anche sul bordo delle maniche, Fino all’11ª giornata di campionato questa venne alternata ad una maglia interamente arancione, Nel frattempo Maurizio Pouchain raggiunse un accordo con Gaetano Anzalone per la produzione delle nuove divise che segneranno un biennio stilistico inconfondibile nella storia giallorossa, Gratton, sempre lui, creò una maglia rivoluzionaria che ben presto si guadagnerà il soprannome di “maglia ghiacciolo”, Il corpo era ricoperto in larga parte dal colore rosso, decisamente più chiaro rispetto al passato, mentre sulle spalle si passava gradualmente all’arancione, Le tre tonalità erano riprese anche sul bordo delle maniche bianche e sui calzettoni..

In merito Piero Gratton anni fa commentò così il suo lavoro: “ Era un tentativo di rottura, tanto è vero che non feci alcuna ricerca storica sui colori, Fu l’ultimo dei miei pensieri, avevamo bisogno di una cosa nuova su cui investire denari, Se la dovessi rifare oggi non la disegnerei in quel modo, non c’è dubbio, sarei più attento alla tradizione, Ma all’epoca dovevo tenere conto anche della televisione: all’epoca c’era ancora il bianco e nero ed il rosso, nelle riprese, rischiava di diventare per l’appunto jordan nero”..



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