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L’eliminazione ai quarti di finale di Usa ’94, avvenuta per mano dell’Italia, basta per fornire a Javier Clemente, commissario tecnico della Spagna, le giuste motivazioni per affrontare air jordan 1 high il girone di qualificazione ad Euro ’96, Il cammino si trasforma in una vera e propria marcia trionfale, Gli iberici vincono il gruppo 2 con 8 vittorie, 2 pareggi senza mai perdere, Danimarca e Belgio possono solo stare a guardare, con i primi che si qualificano mentre i secondi rimangono a casa, Le 22 convocazioni per il torneo non portano grandi novità: c’è talento ed esperienza e le solite grandi aspettative..

In porta il carisma di Andoni Zubizarreta (capitano della truppa) che può contare su un vice come Santiago Canizares, José Molina è il terzo, In difesa ci sono Alkorta, Abelardo e Sergi, Belsué, Juan Manuel Lopez, Jorge Otero e Miguel Nadal sono alternative valide, A centrocampo è ancora lungi dal cominciare l’epoca del ‘tiki taka’, Fernando Hierro è il frangiflutti vecchio stampo, personalità da vendere e atteggiamenti da sceriffo, Con lui l’equilibrio di Guillermo Amor, l’imprevedibilità di José Luis Caminero, la classe di Julen Guerrero e le sortite di Luis Enrique, Donato veste il 10 ma è relegato ad essere la riserva, In attacco non è ancora la Spagna di Raul e Clemente si affida alla rotazione dei vari Juan Antonio Pizzi, Amavisca, Alfonso, Salinas (sul cui groppone pesa ancora il clamoroso errore a tu per tu air jordan 1 high con Pagliuca al Mondiale americano) e Javier Manjarin..

Come negli Stati Uniti, anche in Inghilterra le ‘Furie Rosse’ si presentano con il kit firmato da Adidas, che produce due lavori interessanti e dettagliati, anche se non propriamente tradizionali, La maglia home è rossa, ma solo per tre quarti, Il quarto all’estrema sinistra è interamente blu e vede le tre ‘stripes’ attraversare verticalmente la divisa all’altezza dello stemma, racchiuso in uno scudo rosso bordato di blu, Il colletto è ‘alla air jordan 1 high coreana’ con bordi blu e bottoncini blu, Lo stesso rosso della divisa è scuro e vede un motivo con pinstripes tono su tono ed un pattern traslucido che rappresenta lo stemma della federcalcio, I pantaloncini sono blu con le stripes che riprendono il colore della bandiera spagnola, Calzettoni blu con stripes Adidas gialle..

La divisa away è molto semplice quanto elegante. Interamente color blu notte, con le tre stripes che attraversano la maglia verticalmente all’altezza dello stemma. Colletto a colori invertiti rispetto alla home. Pantaloncini e calzettoni blu. Il lettering ‘Adidas’, in entrambe le divise, è giallo disposto sotto il colletto e sopra il numero di maglia che è bianco. Euro ’96 arriva giusto allo zenit del calcio bulgaro che ha raggiunto ad Usa ’94 il picco della propria storia. I ‘Luvovete’, guidati da Dimitar Penev, sono reduci infatti dallo storico quarto posto al Mondiale ottenuto arrivando fino alla semifinale iridata, persa contro l’Italia di Roberto Baggio. Un exploit inaspettato che ha portato addirittura il pallone d’oro a Hristo Stoichkov, nel frattempo reduce da una annata opaca con la maglia del Parma. Il girone 7 di qualificazione all’Europeo vede la Germania dominare, ma i bulgari si piazzano al secondo posto liquidando senza troppi problemi Georgia, Moldavia, Albania e Galles. Penev cambia qualcosa, ma i 22 che sbarcano in Inghilterra sono in gran parte quelli presenti anche negli Stati Uniti.

In porta Borislav Mihaylov, Popov e Zdravkov le riserve, Davanti una linea blindata con Trifon Ivanov, Ilian Kirjakov, Zlatko Jankov, Petar Hubcev e la freschezza air jordan 1 high di Radostin Kisisev, Completano il reparto Kremenliev, Tsvetanov e Gincev, Il punto forte dei ‘Luvovete’, però, è sicuramente dalla cintola in su, Classe, genio, sregolatezza e quantità: dal 7 al numero 11, Ljuboslav Penev ed Emil Kostadinov ad affiancare il talento enorme di Hristo Stoichkov, regista totale della fase offensiva, Tutto qui? No, perché il 10 tocca ad un raffinato palleggiatore come Krasimir Balakov mentre Yordan Lechkov garantisce sgroppate sulla fascia, Ivajo Yordanov è una risorsa preziosa così come Borimirov e Donkov dalla panchina, Georgiev e Sirakov completano un gruppo all’apice della propria maturità..

Ad Euro ’96 la Bulgaria cambia: da Adidas passa a Puma che propone un kit ‘fresco’ ma che non spicca in originalità, con un template che verrà utilizzato anche per altre selezioni (la Repubblica Ceca, ad esempio). La divisa home è bianca con un vistoso colletto a polo verde. Sulle spalle una banda zigrinata verde racchiusa da un bordo rosso. Stemma nazionale sul cuore e marchio Puma dalla parte opposta. Font rotondeggiante in nero. Pantaloncini verdi con la stessa fantasia delle maniche (in bianco) sul fianco. Calzettoni bianchi.

La maglia away ha le stesse caratteristiche con alcune varianti cromatiche: divisa rossa, colletto verde, zigrinature rosse, bordatura verde e font bianco, Pantaloncini verdi con la fantasia zigrinata in rosso, Calzettoni rossi, Anghel Iordanescu è la guida tecnica (anche se il termine è riduttivo) e il padre putativo della generazione d’oro del calcio romeno che ha sorpreso tutti ad Usa ’94, arrivando fino ai quarti di finale eliminando addirittura l’Argentina vicecampione in carica, Il girone di qualificazione ad Euro ’96 è entusiasmante: i ‘Tricolorii’ vincono il raggruppamento davanti air jordan 1 high alla Francia (mai battuta, però, negli scontri diretti) sfruttando ottimi risultati con le altre compagini: Slovacchia, Polonia, Israele ed Azerbaigian, Come nel caso della Bulgaria, anche per la Romania ci sono poche sorprese nei 22 convocati che arrivano in Inghilterra..

Il ballottaggio in porta lo vince Bogdan Stelea, con Florin air jordan 1 high Prunea che si accontenta del ruolo di dodicesimo, Tene è il terzo portiere, In difesa c’è tanta qualità a partire da Miodrag Belodedici fino ad arrivare a Dan Petrescu, L’esperienza di Gheorghe Popescu, la solidità di Daniel Prodan e l’affidabilità di Mihali e Selymes, Filipescu e Dobos sono riserve di lusso, In mediana la saggezza di Lupescu, la freccia Munteanu e le giocate sopraffine del numero 10: Gheorghe Hagi, il ‘Maradona dei Carpazi’, a supporto di Marius Lacatus e Florin Raducioiu, Il ‘bresciano’ Sabau puntella il reparto insieme a Stinga e Galca, più indietro nelle gerarchie, In attacco le alternative si chiamano Ilie, Moldovan e Vladoiu..



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