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A Pasadena gli scandinavi ritrovano il Brasile di Carlos Parreira, già affrontato qualche giorno prima. Anche stavolta la partita è chiusa e poco divertente: la posta in palio è troppo alta, A dieci minuti dalla fine Romario, baciato dalla dea Eupalla, spegne il sogno nordico, Il teatro della finale per il terzo e quarto posto è ancora il ‘Rose Bowl’ di Pasadena e questa volta l’avversario è alla portata, La Bulgaria (ennesima sorpresa di un Mondiale non convenzionale) cede il passo all’armata di Svensson che vince 4-0, Le firme sono prestigiose: Brolin, Mild, Larsson e il solito Kennet Andersson, che chiude la rassegna con 5 gol, uno in più del compagno di squadra Dahlin e due in più dello stesso Brolin, La medaglia di bronzo viene festeggiata come se fosse d’oro, la migliore generazione svedese dai tempi di Gren, Nordahl e Liedholm  trova la propria consacrazione internazionale sorprendendo il mondo intero, Fare di più adidas home of classics era oggettivamente molto difficile..

Proprio l’eccessivo appagamento gioca un brutto scherzo al gruppo di Svensson, che perde di mordente, Euro ’96 e Francia 1998 non vedranno, infatti, i colori gialloblù, arenati in entrambi i casi nella fase di qualificazione, Nel 1997 il ct dei miracoli lascia la panchina a Tommy Soderberg, ma l’incantesimo si è spezzato adidas home of classics e la Svezia, diventata all’improvviso una scintillante carrozza torna, tristemente, ad essere zucca, Tra Malmoe e Copenaghen la distanza è di poco meno di 42 km: un’inezia, geograficamente parlando, Tuttavia a metà anni ’80 la differenza tra la Svezia e la Danimarca del calcio potevano essere considerate abissali, Euro’84 e Messico ’86 hanno contribuito a generare il mito della ‘ Danish Dynamite ‘ grazie alle ottime prestazioni della nazionale sapientemente guidata dal tedesco Sepp Piontek, il primo commissario tecnico a portare la selezione di Copenaghen alla fase finale di un Mondiale..

L’avventura si conclude a Santiago de Queretaro, dove la Spagna disinnesca la ‘dinamite’ con un clamoroso 5-1, Il problema più grande per Piontek è l’immediato adidas home of classics ricambio generazionale, Il talento di Michael Laudrup è accecante ma Simonsen, Berggren, Elkjaer, Arnesen e  Lerby sono agli sgoccioli, La partecipazione ad Euro ’88 è incolore mentre la qualificazione ad Italia ’90 non viene nemmeno raggiunta, Piontek lascia l’incarico e gli subentra Richard Moller Nielsen,  tecnico pragmatico che aveva già guidato la Nazionale nelle qualificazioni per le Olimpiadi del 1988..

Moller Nielsen è al lavoro per ricostruire la ‘Danish Dynamite’. L’inizio delle qualificazioni per Euro ’92 però è uno shock e l’allenatore arriva allo strappo con alcuni dei suoi elementi più importanti, tra cui Schmeichel, Jan Molby  e i fratelli Laudrup. Il pomo della discordia è l’approccio poco propositivo alle gare e la visione di un calcio non certo spumeggiante. La situazione migliora con l’andare del tempo ma i nordici terminano il girone solamente al secondo posto, dietro alla fortissima Jugoslavia. La guerra nella penisola balcanica porta, però, ad uno scenario clamoroso: la Uefa decide per l’esclusione di Savicevic e compagni. La Danimarca, dunque, viene ripescata a 10 giorni dalla competizione. La squadra tuttavia è in buona condizione fisica visto che sta preparando un’amichevole con la CSI, qualificata a sua volta per il torneo.

Lo storico sponsor tecnico della Danimarca è il brand locale Hummel, Per l’Europeo del 1992 viene utilizzato un kit fortemente iconico e dallo stile geometrico, una vera e propria firma per il marchio, La divisa home è rossa con due inserti bianchi simmetrici che dalle spalle arrivano ai fianchi formando un angolo, La parte finale delle maniche è a righe strette mentre il colletto è a polo con bordatura nera, La maglia away è identica, con colori invertiti, L’11 giugno a Malmoe, la Danimarca pareggia 0-0 con l’Inghilterra. Schmeichel e Brian Laudrup sono le uniche stelle di una squadra che può contare su un gruppo coeso e pronto a lottare su ogni pallone, Nessun privilegio e lavoro generoso da parte di tutti: Olsen, Sivebaek, Kent Nielsen, Christofte,  Jensen, Vilfort, Larsen ed Elstrup  metabolizzato al meglio il calcio di Moller Nielsen nel nome del sacrificio e dell’organizzazione, Tutti ingranaggi di un motore che può fare a meno addirittura di Michael Laudrup, rimasto a casa in virtù dei dissapori con il ct. Dopo la sconfitta nel adidas home of classics derby con la Svezia i danesi sembrano destinati all’eliminazione, Il clamoroso 2-1 inflitto alla Francia (decisivo Elstrup nel finale) invece porta la squadra in semifinale..

Tutti hanno l’impressione che la squadra di Moller Nielsen sia destinata, prima o poi, all’eliminazione. L’ Olanda di Marco van Basten ha le caratteristiche per vestire i panni del boia. A Goteborg, invece, viene fuori uno scoppiettante quanto inatteso 2-2 con la sfida che va a finire ai calci di rigore. I danesi sono dei cecchini (5 su 5). Il miracolo di Schmeichel su van Basten regala a Laudrup e compagni il sogno della finalissima. Il teatro è l’ Ullevi di Goteborg, l’avversaria è la Germania campione del Mondo allenata ora da Berti Vogts. La storia, però, ha deciso di sorridere alla ‘ Danish Dynamite ‘. I tedeschi vengono superati con un gol per tempo: Jensen e Vilfort (che faceva spola con casa per stare vicino alla figlia malata di leucemia) regalano a Copenaghen una notte di festa. La Danimarca è campione d’Europa in una competizione che non doveva nemmeno vederla tra le partecipanti.

Il successo è anche per  Hummel che entra così nell’immaginario collettivo degli appassionati di calcio, diventando un’icona dello sport anni ’90, Michael Laudrup e Moller Nielsen appianano le divergenze, ma la nazionale danese manca clamorosamente la qualificazione ad Usa ’94, La federazione di Copenaghen decide così di accettare l’invito per la Coppa Re Fahd, torneo che adidas home of classics si svolge nel gennaio del 1995, La competizione è l’ antenata della Confederations Cup e si disputa in Arabia Saudita ed è intitolata al sovrano locale, I nordici vi partecipano con l’importante titolo di Campioni d’Europa..

L’appuntamento, seppur insolito (la Danimarca aveva rifiutato la partecipazione nel 1992) è comunque prestigioso perché mette in palio un trofeo internazionale, Hummel decide di utilizzare la stessa divisa delle qualificazioni per Euro ’96, Maglia rossa con i consueti motivi geometrici a freccia in bianco e tono su tono sul fianco destro, Elegante il colletto a polo bianco con finiture rosse, La nazionale danese vince il proprio girone mettendo in fila Messico ed Arabia Saudita, accedendo alla finale con l’ Argentina di Daniel Passarella, A Ryad la classe di Michael Laudrup (gol e prestazione sontuosa) permette alla Danimarca di vincere 2-0, fotografando così il momento più brillante della adidas home of classics propria storia..



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